PRECISAZIONE

Il blog raccoglie gli articoli che sono stati pubblicati in merito agli incidenti e presto cercheremo di raccolgiere quanto più materiale sia possibile per ricordare queste anime. Il blog NON GIUDICA IN ALCUN MODO CHI-COME e PERCHE'!

NON SCORDIAMOLI E SOPRATTUTTO DIAMO LORO UNA SECONDA VITA NEI NOSTRI RICORDI.

Con la speranza che siano, anche se già troppi, gli ultimi!!

mercoledì 26 dicembre 2012

AMAZAR JQBAL

CASSANO D' ADDA / Tragico incidente sul lavoro, il corpo dell' operaio pakistano non e' stato ancora recuperato

Sub annega nella centrale Aem

Risucchiato dalla pompa d' aspirazione mentre pulisce una vasca


----------------------------------------------------------------- CASSANO D'ADDA / Tragico incidente sul lavoro, il corpo dell'operaio pakistano non e' stato ancora recuperato Sub annega nella centrale Aem Risucchiato dalla pompa d'aspirazione mentre pulisce una vasca CASSANO D'ADDA - Risucchiato da una pompa d'aspirazione d'acqua alla centrale elettrica Aem. Non ha avuto scampo Amazar Jqbal, pakistano, di ventidue anni. Ieri mattina l'operaio stava lavorando in una vasca che raccoglie l'acqua utilizzata per raffreddare le turbine dell'impianto. Un lavoro che conosceva bene: da due anni era assunto alla Intervent Sub di Brescia come operaio sommozzatore. Ieri era appunto alla centrale Aem: l'impianto raccoglie l'acqua del canale Muzza e la convoglia in una vasca. Di qui due grosse pompe la aspirano, la portano alle turbine per condensare il vapore e poi tornano ad espellerla piu' a valle. Ma nella vasca si accumulano spesso sabbia e detriti: il pakistano doveva ripulire il fondo con una pompa. Si e' messo all'opera con due colleghi poco dopo le dieci: ha indossato la muta e l'imbragatura, poi ha collegato il respiratore con tre piccole condutture in cui passano aria, acqua calda per la muta e i cavi di una ricetrasmittente. Sul piazzale della centrale si apre una botola, pochi scalini piu' in basso c'e' la vasca: 25 metri quadrati di ampiezza e 5 di profondita'. C'e' solo una grata di protezione a separarla dalle pompe. Amazar e' sceso: qualche minuto e i colleghi hanno visto il cavo di respirazione muoversi, tendersi, tranciarsi di netto. Hanno subito chiamato soccorso: bisognava bloccare gli impianti, forse la griglia di sicurezza aveva ceduto e il pakistano era stato aspirato da una pompa. Sono passati lunghi minuti, scanditi dall'arrivo dei carabinieri di Cassano d'Adda, dei vigile del fuoco, delle autoambulanze. E' bastato poco per capire che Amazar non sarebbe piu' riemerso vivo. Ma restava almeno la speranza di trovarlo. Invece niente; la griglia era a posto, ma l'uomo era scomparso in una vasca di 5 metri per 5. Sembrava un mistero, poi hanno preso forma i primi dubbi, infine un'ipotesi: la griglia scende via via che la sabbia viene aspirata, ma in quel caso, forse, non aveva funzionato. Era cosi' rimasto un varco che aveva risucchiato il sommozzatore. Bisognava cercarlo al di la' della vasca, nelle pompe d'aspirazione o nei tubi che convogliano l'acqua alle turbine. Alle 16,30 i vigili del fuoco di Lecco lo hanno localizzato incagliato in una condotta. Il corpo non e' ancora stato recuperato: e' in una posizione pericolosa, si provvedera' oggi. Bisogna abbassare il livello del canale Muzza e ci saranno problemi alla centrale di Tavazzano, piu' a valle. Gli impianti di Cassano sono ancora bloccati, oggi iniziera' invece la mobilitazione dei lavoratori: "Questo incidente - si legge nel comunicato della Cgil di Milano - si e' verificato perche' le imprese ricorrono ad appalti esterni per limitare i rischi in proprio. Gli operai lavorano spesso senza rispettare le procedure di sicurezza per ridurre i tempi degli interventi, con attrezzature obsolete e raramente controllate dal personale della Aem". La protesta continuera' lunedi' con una manifestazione indetta dalle rappresentanze sindacali di base della Aem. "Una situazione insostenibile - ha commentato Carmelo Calabrese -, si e' lavorato con la centrale in funzione a scapito della sicurezza dei lavoratori".
Codecasa Leila
Pagina 49
(6 marzo 1998) - Corriere della Sera

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